Allontanarsi dai malvagi – dal Lekach Tov di Rabbi Avraham Gallico di Monselice



Traduzione di Ralph Anzarouth

BS"D


E fai molta attenzione a non associarti ai perversi, perché la compagnia abitua l’uomo a ogni condotta, sia essa buona o deplorevole. E i malvagi sono un abominio per D-o, perciò non partecipare mai ai loro intrighi e ai loro incontri. Allontanati dal loro percorso, perché le loro gambe corrono verso il male. Sappi e credi che quando ti unirai a loro, anche senza agire come loro, l’Eterno annienterà le tue azioni1 e tu ti allontenarai dall’amore di D-o e dal timore di D-o: [i malvagi] corromperanno il tuo comportamento.


Distogli i tuoi piedi da ciò che è cattivo, ripugnante e da tutte le cose di questo tipo. Fai sempre attenzione a non suscitare mai il sospetto che tu abbia commesso qualcosa di reprensibile.


Agisci con bontà verso ogni persona, non rifiutare il bene a chi lo merita, quando sei in grado di concederlo2. A condizione di non commettere peccato contro il Signore, perché se qualcuno ti dice: “Fai questa cosa e pecca contro il Signore!”, non accettare e non ubbidire, nemmeno se si trattasse di tuo padre che ti ha generato3 o del tuo maestro e guida o perfino di un ministro o del capo del regime; non avrai paura di lui perché D-o è grande e magnifico: il Suo timore e i Suoi comandamenti avranno per te la precedenza sul timore e sui comandamenti di qualunque persona, ministro o autorità.


Perché se ti comporterai in questa maniera, l’Eterno sarà con te anche quando commetterai delle ingenuità e ti proteggerà dalle trappole4 e da ogni male; calpesterai sciacalli e vipere, schiaccerai leoncini e serpenti5 e ti salverai da tutti i brutti guai.


E tu, che desideri studiare la Torà, frequenta assiduamente le mie porte tutti i giorni6, dalla mattina alla sera, perché non mi asterrò dall’istruirti per il tuo bene7 e affinché tu proceda tutto il giorno nel timore di D-o.


Perciò, fai questo, figlio mio: sii pronto per il tuo Signore, prepara il tuo cuore e la tua mente, pregaLo con tutte le tue forze e la tua attenzione ed Egli aprirà davanti a te le porte della Torà e della saggezza. Abbi l’intelligenza di conoscerLo, perché chi è fiero può fregiarsi solo di questo8. Abbi timore del Signore e osserva i Suoi precetti perché questo è tutto l’uomo9.

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Note del traduttore:
[1] Citazione dal Secondo Libro delle Cronache 20, 37.
[2] Citazione dai Proverbi 3, 27.
[3] Citazione dal Deuteronomio 32, 6.
[4] Citazione dai Proverbi 3, 26 (tradotta secondo l’interpretazione di Rashi).
[5] Citazione dai Salmi 91, 13.
[6] Citazione dai Proverbi 8, 34.
[7] Citazione da Isaia 48, 17.
[8] Citazione elaborata da Geremia 9, 23.
[9] Citazione da Ecclesiaste 12, 13.

Rabbi Avraham Yaghel Gallico di Monselice visse cinque secoli fa principalmente a Venezia, Ferrara e Sassuolo. Questo brano di etica è tratto dal “Lekach Tov” (che significa “morale positiva”), una breve ma importante raccolta di insegnamenti morali. Il testo originale è cortesemente disponibile su Hebrewbooks in fondo a pagina 21 e in cima a pagina 22. Rabbi Avraham fu Maestro riverito e rispettato: quando cadde prigioniero di banditi, insieme a un ricco ebreo di Sassuolo di cui era il consigliere, la comunità ebraica di Modena e rabbini importantissimi come Rabbi Azaria da Fano e Rabbi Berachia di Modena si mobilizzarono per riscattarli. Questi dettagli parrebbero senza importanza, ma acquisiscono un altro aspetto alla luce dei recenti fatti di cronaca di Sassuolo, quando cittadini sassolesi hanno festeggiato l’elezione di un sindaco di destra facendo pubblicamente il saluto romano. Le foto sono qui, qui e qui. In quella che è stata una terra antifascista e partigiana, schierata da tempo immemorabile con le forze del progresso e che ha pagato un prezzo altissimo in vite umane per contribuire alla liberazione della nazione dal giogo della dittatura, ecco nipoti di antifascisti e di partigiani che auspicano allegramente il ritorno dei tempi bui sul nostro paese. In questi tempi di regresso per la democrazia italiana, in cui solo Repubblica ha avuto il coraggio di pubblicare queste foto, abbiamo scelto questo testo per esprimere il nostro dissenso e la nostra certezza che molti sassolesi siano ancora fedeli ai valori repubblicani e democratici.

No al lodo Alfano

Alcuni siti hanno organizzato per oggi uno sciopero di Internet, chiamandolo il "rumoroso silenzio della rete". È noto che la "stampa" italiana versa in uno stato catastrofico, avendo ormai abdicato alle sue funzioni di informazione corretta e di sorveglianza critica del potere. Per motivi a loro noti, giornalisti asserviti non osano più criticare chi ci governa. Essi riservano quindi i loro strali avvelenati a bersagli che considerano innocui e perciò utili a "creare notizie" senza rischio di ritorsioni: tra questi, gli Ebrei praticanti e la religione ebraica, cioè la nostra fede. Ecco un ottimo esempio di come lo stesso "giornale" sappia trattare due notizie quasi identiche in un modo diametralmente opposto: bus separati in Messico e bus separati a Gerusalemme. Poiché questi signori considerano gli Ebrei religiosi come un piccolo gruppo che vive in una terra lontana e che non legge i quotidiani italiani, è facile (secondo loro) infangarci indisturbati con articoli che ai nostalgici ricorderanno il bel tempo andato. A noi, questi metodi e queste tecniche ricordano brutta gente e brutti tempi.


La rete di Internet è perciò uno degli ultimi spazi di libertà e di informazione per i cittadini italiani. Pubblichiamo quindi volentieri il logo dell'iniziativa. Ma dobbiamo dissociarci dall'idea del silenzio. Per la Torà, il silenzio non è protesta: il silenzio è sottomissione, accettazione e rassegnazione (si veda Levitico 10, 3). La vera protesta è aumentare la Torà: per chi vuole migliorare le cose, la migliore scelta è ancora più Torà e ancora più Torà. Quindi oggi, proprio oggi, pubblichiamo un nuovo testo di Torà tradotto in italiano per i nostri lettori. E benché il brano sia stato scritto 5 secoli fa, i nostri accorti lettori vedono che esso è di grande attualità. Preghiamo D-o benedetto affinché accordi alla Repubblica Italiana un governo giusto che faccia il bene del paese e dei cittadini.