Moltiplicare la gioia - dall'Otzar Hairá di Rabbi Nachman di Tcherin



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Un altro testo di ebraismo tradotto in italiano da Ralph Anzarouth per i lettori di ‘Maestri della Torà’


Moltiplicare la gioia


Chi ha un cuore fedele a Hashem benedetto, una fede solida e la fiducia che tutto accade per Sua volontà e per il bene, si trova in uno stato permanente di gioia. Egli non ha nessuna preoccupazione né paura di niente al mondo, come è detto (Proverbi 3, 25): "Non dovrai temere un terrore improvviso". Infatti, poiché tutto dipende unicamente dal volere di Hashem benedetto, non c'è niente di cui avere paura: chi potrebbe fargli qualcosa, piccolo o grande che sia, senza la volontà di Hashem benedetto?


E perciò egli è sempre felice, perfino quando a volte subisce delle avversità, che D-o ce ne scampi, perché sa che tutto ciò è frutto unicamente della volontà di Hashem benedetto e che tutto avviene per il suo bene, che sia per indurlo a desistere dalle sue malefatte o per espiare le sue colpe.


Stando così le cose, tutte le avversità, che D-o ce ne scampi, sono grandi favori e perciò egli può permettersi di essere sempre felice, conscio del fatto che Hashem benedetto è pieno di bontà, che la Sua intenzione è certamente benevola e che sicuramente tornerà ad avere compassione per lui e gli offrirà un futuro migliore.


Infatti, tutta la creazione del mondo ha la finalità di fare abbondare la gioia, cioè trasformare i sospiri e le angosce in felicità, come è detto (Salmi 104, 31): "Hashem si rallegrerà delle Sue opere". Perché questo mondo conosce perlopiù arrabbiature e dolori e nessuno è veramente felice delle vicende di questo mondo: si gioisce di gioie effimere su argomenti futili e vani. Invece lassù in alto, nei mondi celesti, si gioisce come dal versetto (Primo Libro delle Cronache 16, 27): "Nella Sua residenza ci sono forza e felicità". Ma Hashem benedetto ha voluto prodigare del bene e moltiplicare la gioia al massimo, ciò che è l'essenza del bene e l'autentico piacere. Perciò ha creato tutti i mondi dal principio alla fine, fino alla bassezza di questo misero mondo, affinché venga riconosciuta la Sua gloria e affinché la gioia emerga proprio dai posti più remoti nel mondo dell'azione1 che è materiale e nel quale sospiri e angoscie hanno presa.


Perché questa è la massima diffusione della gioia: quando anche i sospiri e le angoscie vengono trasformati in felicità. Perciò quando si ha il privilegio di riconoscere Hashem benedetto in questo mondo e di gioire in Lui in questo mondo grezzo e materiale come dal versetto (Salmi 149, 2) "Israel si rallegrerà del suo Creatore", allora la gioia è immensa anche per Hashem benedetto, come dal versetto (Salmi 104, 31): "Hashem si rallegrerà delle Sue opere".


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Nota del traduttore:
[1] Il mondo dell'azione (Assiah) è il quarto: esso viene dopo il mondo della creazione (Briah) e il mondo della formazione (Yetzirah) ed è quindi il più lontano dal mondo dell'emanazione (Atzilut).

Rabbi Nachman di Tcherin רבי נחמן מטשעהרין guidò la Hassidut Breslev 150 anni fa, dopo la scomparsa di Rabbi Natan Sternhartz, il principale allievo di Rabbi Nachman di Breslev. Questo breve brano è tratto dal suo libro "Otzar Hairá" (Lo scrigno del timore). Non possiamo definirlo un successore perché, a differenza degli altri gruppi Hassidici, i Hassidim di Breslav non nominarono un nuovo Rebbe per succedere a Rabbi Nachman di Breslev, la cui dimensione spirituale fu tale da permettergli di essere ancora oggi la guida di tantissimi Ebrei, quasi due secoli dopo la sua dipartita per la Yeshivà celeste. Che il suo merito e quello degli altri Maestri protegga il Popolo Ebraico e anticipi la venuta del nostro giusto Mashiach.

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Tratto dal sito www.anzarouth.com : Otzar Hairá di Rabbi Nachman di Tcherin, traduzione di Ralph Anzarouth
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